È IN ARRIVO UNA GRAVE CRISI FINANZIARIA?
Il semestre luglio-dicembre 2008 può essere decisivo
Sommario
L'automobile sta diventando la casa in cui dormono sempre più famiglie
della classe media, che hanno avuto l'immobile pignorato non potendo pagare il
mutuo. Nella ricca e chic Santa Barbara, California, sono già 800 i
pignoramenti delle belle ville, e 800 famiglie hanno raggiunto i senza tetto nei
parcheggi a loro riservati. Questa è l'America, già oggi (2)
Tratto da http://beppegrillo.meetup.com/385/messages/boards/thread/4891303
Fonte: effedieffe - 28 giugno2008.
Modificato da Vittorio M. il 12 luglio.
Il semestre da luglio a dicembre 2008 sarà, per il pianeta, il tuffo nella
fase d'impatto della crisi sistemica globale. E' "l'alerte" lanciata
dal Gruppo francese di analisi Europe 20/20 (1).
Apparentemente, la previsione si sta già avverando in USA - dove manca ogni
genere di ammortizzatore sociale o economico - con il crollo del Dow Jones di
oltre 30 punti, il petrolio a 140, Lehman Brothers vicina al tracollo; Goldman
Sachs che dà valutazioni in discesa di Merrill Lynch e Citigroup (e Merrill
Lynch che svaluta Goldman Sachs); American Express che denuncia l'accumulo di
arretrati dei loro clienti nel pagare i debiti, mentre Federal Express segnala
un netto rallentamento di ogni tipo di trasporto; United Airlines che licenzia
950 piloti (il 15% del totale), General Motors che ha visto un calo delle
vendite del 28%, e non può più fare offerte speciali per attrarre compratori a
rate, perchè la sua finanziaria, la GMAC, è schiacciata da insolvenze dei
clienti che l'auto l'hanno già comprata, e non riescono a pagarla.
E sì che l'auto sta diventando la casa in cui dormono sempre più famiglie
della classe media, che hanno avuto l'immobile pignorato non potendo pagare il
mutuo. Nella ricca e chic Santa Barbara, California, sono già 800 i
pignoramenti delle belle ville, e 800 famiglie hanno raggiunto i senza tetto nei
parcheggi a loro riservati. Questa è l'America, già oggi (2).
E quando toccherà al resto del mondo? Europe 20/20 risponde: "E' nel
corso del semestre prossimo che convergeranno con il massimo d'intensità tutte
le componenti della crisi - finanziaria, monetaria, economica, strategica,
sociale, politica". E descrive i "otto fenomeni maggiori che
segneranno i sei mesi futuri in modo decisivo, e orienteranno gli anni
2009-2010".
Primo: "Il dollaro a perdere (per fine 2008, 1 euro sarà eguale a 1,75
dollari). Il panico del collasso della divisa USA assilla la psicologia
collettiva americana".
Secondo: "Rottura del sistema finanziario mondiale a causa
dell'impossibile tutela di Washington".
Ben Bernanke, capo della Federal Reserve, ha parlato di una volontà di
"rafforzare" il dollaro. Le sue parole risibili sono tutto quel che
resta per ritardare la presa di coscienza collettiva, da parte di tutti i
detentori di valuta USA, che Washington non ha più i mezzi per sostenere la sua
moneta. Nel 2006 ancora la caduta del dollaro era una politica deliberata con lo
scopo di ridurre il deficit commerciale americano e il valore reale del debito
USA verso il mondo, che è ovviamente denominato in dollari. Ma ora questa
tattica "si rivolta contro i suoi inizatori, e si trasforma in una fuga
generalizzata verso l'uscita dagli USA".
Fra poche settimane, quando si vedrà che è impossibile organizzare a
livello mondiale un'azione qualunque per stabilizzare il dollaro, in quanto
l'economia USA affonderà sempre più in basso nella recessione, mentre il mondo
è già ingorgato di dollari di cui nessuno sa come liberarsi, "allora il
sistema finanziario globale esploderà in diversi sotto-sistemi che tenteranno
di sopravvivere alla meglio, in attesa che compaia un nuovo equilibrio
finanziario mondiale".
La teoria indicherebbe a Washington la via per stabilizzare il dollaro:
dovrebbe rialzare nettamente i tassi d'interesse (oggi al 2%) e ridurre
drasticamente la creazione di moneta dal nulla. Ma in pratica, ciò produrrebbe
l'arresto immediato, in poche settimane, dell'economia americana, quella
finanziaria e quella reale.
Il mercato immobiliare si ridurrebbe a zero, dato l'aumento rovinoso dei
mutui a tasso variabile (altri pignoramenti a migliaia) e per mancanza di
credito a basso costo; il consumo americano diventerebbe negativo, ritraendosi
mese per mese; i fallimenti di imprese sarebbero esponenziali, Wall Street
crollerebbe sotto il peso dei suoi debiti e sotto l'esplosione del mercato del
CDS (collateralized default swaps), i derivati sempre presentati come
"un'assicurazione" contro i rischi borsistici, ma che non
assicureranno nessuna visto che le controparti (che dovrebbero rifondere)
saranno già vaporizzate dalla crisi.
In breve, applicare la ricetta che la teoria consiglia in questi casi è,
politicamente, inaccettabile per qualunque presidente USA, per i suoi effetti
sociali. D'altra parte il vecchio trucco americano, farsi prestare i soldi dai
suoi fornitori per poter restare il grande consumatore globale, non è più
praticabile. Solo dopo un rafforzamento del dollaro, con la cura da cavallo
imposta dalla teoria, la Cina e gli altri creditori tornerebbero a comprare i
Buoni del Tesoro USA; siccome questo non avverrà, ciascuno farà per sè. Ecco
la "rottura" del sistema globale.
Europe 20/20 ricorda, a questo proposito, che Pechino, massimo detentore di
riserve in dollari (su cui ha perso, da gennaio, 75 miliardi di dollari per il
calo della valuta USA), ha agito con moderazione fino ad ora, perchè vuole
garantire il successo delle sue Olimpiadi. Da metà agosto, questo freno non ci
sarà più: e la Cina può ricorrere ad "opzioni brutali".
Terzo fenomeno: il crollo dell'economia reale USA si manifesterà
in tutta la sua evidenza.
Quarto: "Unione Europea: la periferia cade in recessione mentre il
nucleo della zona euro rallenta solamente". L'Italia, è inutile dirlo, fa
parte della "periferia", con Spagna, Grecia, Portogalllo, Irlanda e
Francia. La disparità con i risultati della Germania sottoporrà l'euro a una
tensione forse insopportabile: come si è già notato, i BOT italiani, benchè
in euro, devono pagare un interesse più alto che i BOT tedeschi pure in euro.
Quinto: "L'Asia sotto il doppio colpo di bambù". Il primo colpo è
l'inflazione, il secondo è il calo decisivo delle esportazioni nel principale
mercato che assorbe le merci cinesi, coreane e giapponesi - gli USA - e un forte
rallentamento del secondo mercato, l'Europa. Una doppietta che farà molto male
a Paesi che hanno puntato tutto sulla riduzione dei costi del lavoro e sulla
competitività nell'export, e che oggi vedono aumentare i costi produttivi per
il rincaro delle materie prime (petrolio anzitutto) e dei salari (da inflazione,
in Cina sul 10%). Si aggiunga che nei giorni scorsi il Congresso degli Stati
Uniti - questi predicatori dell'apertura liberista - ha posto un dazio del 700%
sull'import di acciaio cinese.
Sesto: "America latina: difficoltà crescenti, ma crescita mantenuta per
gran parte della regione". Due le eccezioni: la crisi colpirà duramente il
Messico, direttamente legato all'economia USA che sarà in depressione, e
l'Argentina (di nuovo).
Settimo: "Mondo arabo - regimi filo-occidentali alla deriva".
Europe 20/20 prevede "un miscuglio di disordini da fame (rincaro del cibo),
di esplosione dell'integralismo (il prestigio di Hezbollah, di Hamas e
dell'Iran), cui va aggiunta l'incapacitò di Washington e dei suoi alleati
europei di una politica che non sia militare". Previsione: "60% di
rischi di esplosione politico-sociale sull'asse Egitto-Marocco". Quanto
alla probabilità di un attacco USA o israeliano ad ottobre, il gruppo francese
la pone al 70%.
La nomination di Barak Obama non fa che aumentare il rischio: l'uscente Bush,
repubblicano, potrebbe dare il via libera all'attacco fra l'eventuale vittoria
di Obama su McCain, e il suo insediamento effettivo.
Ottavo: "Le banche nella collisione delle bolle". Soprattutto le
banche mondiali americane e britanniche sono minacciate dall'esplosione di
quattro bolle speculative convergenti.
E' dello stesso parere emesso dalla Barclay's Bank, per voce del suo capo
della strategia azionaria, Tim Bond (3): ha avvisato i clienti a prepararsi a
"una tempesta finanziaria mondiale", dato che la credibilità di
Bernanke è crollata "sotto zero". "Siamo in un brutto ambiente;
è entrato lo shock inflazionistico, che sarà molto negativo per gli attivi
finanziari. Facciamo come le tartarughe, ritiramoci nella nostra corazza. Gli
investitori si dovranno considerare fortunati se riusciranno a preservare i loro
beni".
Intanto, di cosa discutiamo furiosamente in Italia? Se prendere o no le
impronte digitali ai piccoli ladri zingari, che danno false generalità e non
sono punibili per età, e per questo sono mandati dai cari genitori a rubare al
posto loro. Oppure, ci dividiamo sulle scemenze che si dicono al telefono i ka...
ni che stanno ai posti di comando, pensando a veline e TV.
Con questo dato curioso: coloro che sono contro le impronte degli zingari
perchè "violano la privacy", sono gli stessi che si dichiarano a
favore delle intercettazioni a tappeto, che violano molto più la privacy. Senza
contare che anche gli zingari bambini e senza nome che mettono le mani nelle
borsette, violano alquanto la privacy. Fortuna che in Italia abbiamo il garante
della privacy.
Occorrerebbe un "garante della logica": ma sarebbe solo una nuova
poltrona a spese del contribuente e a beneficio di qualche politico trombato.
Note:
1) "Alerte LEAP/E2020: Juillet-Décembre 2008, le monde plonge au coeur
de la phase d'impact de la crise sistémique gloable", 15 giugno 2008.
2) Steven Pearlstein, "This recession, it's just beginning",
Washington Post, 27 giugno 2008.
3) Ambrose Evans Pritchard, "Barclays warns of a financial storm as Federal
Reserve's credibility crumbles", Telegraph, 27 giugno 2008.

Tratto da: http://beppegrillo.meetup.com/385/boards/thread/4891303/20/
Di M.Blondet.
Fonte: effedieffe.com
17 luglio - ore 1,16.
Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare i depositi: si
ripete in USA ciò che avvenne nel ‘29. Solo, la vecchia foto in bianco e nero ci è
riproposta a colori. Wall Street che crolla, come allora. Le «solide» istituzioni
finanziarie che devono essere messe sotto la tenda a ossigeno.
Il crack speculativo con la svalorizzazione degli «attivi» di carta (fase uno)
che si trasmette alle banche commerciali (fase due) e si ripercuote nell’economia reale,
con chiusure di aziende, licenziamenti in massa, insolvenze a catena nel ceto medio,
caduta verticale dei consumi (fase tre).
In Gran Bretagna, la polizia ha proposto seriamente di istituire di nuovo il
"servizio nazionale", come si fece nel 1945, per occupare i giovani senza lavoro e
senza titolo di studio - i più proni alla delinquenza - in opere sociali e lavori pubblici.
E’ la fase quattro: anche Roosevelt, negli anni ‘30, irregimentò milioni di disoccupati,
per occuparli in opere pubbliche.
La fase cinque può essere quella del razionamento, delle economie pianificate per
la necessità imposta dalla penuria, delle tessere alimentari: a ciascuno tanti grammi
di grassi, tanti di proteine, tanti di farina.
Insomma tutto si ripete. Con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentary,
che dopo il ‘29 erano al minimo (deflazione), ora continuano a salire nonostante la
stagnazione (stagflation). E peggio che nel ‘29, il centro dell’impero mondiale è
senza testa, con un presidente screditato e in uscita, senza iniziativa e senza autorità;
e il suo successore non entrerà in carica che fra molti, lunghissimi mesi.
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Tratto da: http://beppegrillo.meetup.com/385/boards/thread/4891303/20/
Font WSI.
20 Agosto - ore 22,33.
Per Fannie Mae e Freddie Mac la crisi si fa sempre più profonda. Le due agenzie
semipubbliche chiudono la seduta odierna a Wall Street in netto calo:
Fannie è calata del 25,62% a 4,47 dollari e Freddie ha accusato una flessione del
24,22% a 3,16 dollari.
Sull'andamento delle due agenzie, il Tesoro americano resta "vigile" sugli sviluppi
del mercato e "focalizzato - spiega un portavoce - sugli sforzi per favorire la
stabilità del mercato, la disponibilità di mutui e la protezione dei contribuenti".
Un'affermazione che gli operatori leggono come diversa rispetto a quelle rilasciate
ultimamente dal tesoro sull'argomento: fino a ora, infatti, lo staff del segretario
Henry 'Hank' Paulson ha ribadito in modo coerente e costante di non avere intenzione
di utilizzare il potere che gli è stato dato per salvare Fannie e Freddie.
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