LA SCALA INSEGNATI
Attualmente nelle scuole americane si spende un miliardo di
dollari all'anno per gli psicologi che lavorano a tempo pieno per
fare diagnosi ed etichettare i bambini con "disturbi
dell'attenzione" e si spendono più di 15 milioni di dollari
in "trattamenti". Per promuovere questa industria, si
pubblicano libri che sostengono teorie infondate sulle
"malattie" mentali infantili e l'uso di psicofarmaci
come "soluzione".
In Australia cresce l'allarme: più di quattromila "depressi" hanno
meno di 10 anni, ed oltre cinquecento hanno meno di 5 anni. "Prescrizioni
inquietanti", dichiara il portavoce del Royal Australian College of
Physicians. Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Questi psicofarmaci non sono
autorizzati per l'età pediatrica, a questi medici dovrebbe essere interdetta la
professione".
COMUNICATO STAMPA
Il Ministero della Sanità sta per lanciare il programma
operativo sulla depressione che riguarda anche le fasce
adolescenziali. Il Presidente della Commissione bicamerale
sull'infanzia, Maria Burani Procaccini, lo sta anticipando
citando statistiche altisonanti di 800.000 depressi in Italia di
cui il 40% studenti delle scuole secondarie.
Chiediamo dove sono le evidenze scientifiche di tali
affermazioni?
E' ora di aprire gli occhi, chiedere i fatti, e smetterla di
accettare affermazioni quali: "in Italia è diverso che
negli USA", perché quello che sta succedendo oggi in Italia
è l'esportazione di un prodotto americano che non ha procurato
altro che fallimenti.
Attualmente nelle scuole americane si spende un miliardo di
dollari all'anno per gli psicologi che lavorano a tempo pieno per
fare diagnosi ed etichettare i bambini con "disturbi
dell'attenzione" e si spendono più di 15 milioni di dollari
in "trattamenti". Per promuovere questa industria, si
pubblicano libri che sostengono teorie infondate sulle
"malattie" mentali infantili e l'uso di psicofarmaci
come "soluzione".
Ne nostro Paese negli ultimi tre anni è enormemente aumentata
la propaganda sui disturbi mentali infantili, è stato dato il
via agli screening nelle scuole a fasce d'età sempre più basse,
ed ora vengono sventagliate percentuali ed attuati piani per i
"trattamenti" sotto la voce di "prevenzione";
è quadruplicato nel biennio 2000-2002 il consumo di psicofarmaci
fra i giovanissimi con i primi casi di danni per diagnosi errate
e gravi effetti collaterali.
Questi programmi di prevenzione negli USA, fatti passare
falsamente come necessari per supportare la scuola, o fermare
l'abuso di droghe, o diminuire il comportamento suicida e la
bassa "autostima", per più di 40 anni, sono stati un
fallimento aggravando in realtà tali problemi come dimostrano i
casi di suicidi e omicidi e violenza in aumento.
I responsabili del "programma psicologico"
"TeenScreen", in uso nelle scuole degli Stati Uniti,
sostengono che il fatto di identificare e "curare" i
bambini "a rischio" può evitare i casi di suicidio.
Ciononostante, un rapporto pubblicato in Nevada nel 2003
riferisce che il 31% degli studenti sottoposti in passato a
screening è in terapia; il 9% vede regolarmente uno psichiatra e
sta prendendo psicofarmaci e l'1% ha già tentato il suicidio. In
seguito allo screening della depressione sono state compilate
sessanta milioni di prescrizioni per antidepressivi negli Stati
Uniti: circa il dieci per cento della popolazione americana,
compresi un milione e mezzo di bambini.
Diane Alden, analista ricercatrice con un background in
scienza e di economia politica, su Education Reporter del 2001,
scrisse: "Prima che iniziasse il movimento nazionale di
autostima, i bambini si guadagnavano autostima, o la assorbivano
in modo naturale dai loro genitori. Quando facevano qualcosa, sia
che avessero ricevuto o meno, una lode per questo, essi
comprendevano di aver fatto qualcosa di buono.
Tuttavia, man mano che i sociologi e gli educatori degli anni
'60 applicavano le teorie psicologiche alle scuole, l'istruzione
andò declinando. I risultati sono stati disastrosi. I punteggi
dei test, la lettura e l'abilità matematica dei bambini
americani hanno cominciato ad andare nella direzione della
spirale discendente... Man mano che si va avanti, sempre più
scienziati credono che questa autostima esagerata possa veramente
essere una delle cause della violenza nelle scuole pubbliche e
altrove."
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, come già da
diversi anni, continuerà a battersi perchè non accada anche in
Italia un dilagare di diagnosi di questo genere attraverso
programmi di prevenzione di disturbi mentali col pericolo di
facili etichettature, trattamenti inappropriati e soffocando la
spinta che promuove la ricerca di vere soluzioni e miglioramento.
Lasciamo ad ogni coscienza trarre le proprie conclusioni,
ma... si esorta ad osservare i fatti.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
e-mail: ccdu_italia@hotmail.com
Siti:
www.cchr.org/ect/itl/page40.htm
www.cchr.org/publications/it/index.htm
Per articoli sui minori, i disturbi mentali ed i danni della psichiatria:
www.cchr.org/forms/search.aspx?keywords=minori+e+disturbi+mentali&indexname=cchrall&display=10

From: Giù le Mani (coordinatore@giulemanidaibambini.org ).
Subject: Antidepressivi a bambini di UN ANNO, la denuncia.
Egregi amici e sostenitori,
in allegato il comunicato con le dichiarazioni sulla polemica sollevata dai
giornalisti del "The Australian", sui dati mai resi pubblici dal
Ministero della Salute che provano la somministrazione di potenti antidepressivi
a bambini anche di meno di 1 anno di età.
In considerazione della gravità della notizia, un grazie a chi di Voi si
attiverà per ritrasmettere il messaggio ad amici, conoscenti, e colleghi,
sensibilizzandoli sull'accaduto.
>COMUNICATO STAMPA DEL 08/12/08
Antidepressivi a bambini di meno di un anno.
In Australia cresce l'allarme: più di quattromila "depressi" hanno
meno di 10 anni, ed oltre cinquecento hanno meno di 5 anni. "Prescrizioni
inquietanti", dichiara il portavoce del Royal Australian College of
Physicians. Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Questi psicofarmaci non sono
autorizzati per l'età pediatrica, a questi medici dovrebbe essere interdetta la
professione.
Il problema è che gli USA, il Canada e l'Australia dettano la linea
internazionale in materia".Prof. Costa (Policlinico Umberto I°): "Stanno avvelenando i bambini,
modificandogli in modo irreversibile il sistema nervoso, questi colleghi sono
incoscienti e pericolosi".
Camberra - "Antidepressivi ad almeno 4.000 bambini australiani sotto i
dieci anni", denuncia il portale della responsabilità sociale "RSI".
In Australia, nell'ultimo anno, sono stati prescritti antidepressivi a migliaia
di bimbi al di sotto dei dieci anni, tra cui 553 sotto i cinque anni, e 48 con
meno di un anno d'età. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano "The
Australian", sulla base di statistiche del Dipartimento della Salute mai
rese note prima di oggi.
I numeri sono in realtà maggiori, perché i dati riguardano solo le
prescrizioni a soggetti che godono di forme di rimborso da parte del servizio
sanitario nazionale. Ma quali possono essere le circostanze che inducono a
prescrivere questi farmaci a bambini così piccoli? "Nessuna che mi venga
in mente", risponde il portavoce del Royal Australian College of Physicians,
che vorrebbe sapere chi e perché fa queste prescrizioni, che giudica
"inquietanti e inspiegabili".
Un medico esperto di stati depressivi, Gordon Parker, afferma che
"questi numeri sono al di là della mia comprensione, è necessario che il
Governo imponga ai medici l'obbligo di fornire una giustificazione scritta
quando prescrivono questi psicofarmaci a dei bambini, perché i piccoli pazienti
vengono esposti a gravi rischi come la tendenza al suicidio, mentre l'efficacia
di queste molecole non è dimostrata".
L'Adverse Drug Reactions Advisory Committee mette in guardia i medici dal
prescrivere gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI),
nessuno dei quali è autorizzato per la cura della depressione in pazienti al di
sotto dei 18 anni. Queste informazioni sono riportate anche nei foglietti delle
avvertenze dei singoli medicinali, ma la prescrizione avviene comunque, perché
i medici in realtà possono prescrivere i farmaci anche per indicazioni
terapeutiche e fasce d'età diverse da quelle contenute nell'autorizzazione alla
messa in commercio.
L'antidepressivo più prescritto nell'ultimo anno ai minori australiani è il
Prozac, prodotto da Eli Lilly, con 7.833 ricette, 863 delle quali riguardanti
bambini al di sotto dei dieci anni. Molto gettonato anche l'Effexor XR, prodotto
da Wyeth, che registra 3.347 prescrizioni a ragazzi e bambini, otto dei quali
avevano meno di un anno, diciannove avevano tra i due e i tre anni, e quindici
avevano cinque anni.
Commenta il Prof. Emilia Costa (Primario di Psicofarmacologia al Policlinico
Umberto I° di Roma): "La prima cosa che mi viene in mente per commentare
questa notizia è che pratiche di questo genere sono inaudite: stanno
avvelenando bambini così piccoli, perché qualunque clinico si sa benissimo che
nei primi anni di vita l'apporto di sostanze psicoattive modifica l'assetto del
sistema nervoso centrale, in modo anche irreversibile. Questi medici sono
incoscienti e pericolosi"
Interviene sulla situazione australiana anche Luca Poma, giornalista e
portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini", il più
rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica
(www.giulemanidaibambini.org): "Il problema è che Stati Uniti, Canada ed
Australia dettano la linea internazionale in materia. Spero che il Governo
australiano prenda provvedimenti seri: questi psicofarmaci non sono autorizzati
per l'età pediatrica, ma qualcuno li prescrive comunque ignorando ogni cautela.
A questi medici dovrebbe essere interdetta la professione".
Media relation: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org
Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
www.giulemanidaibambini.org - www.donttouchthechildren.org
Comunicato Australia bimbi 08 12 08.pdf

DIBATTITO SCIENTIFICO: DOCUMENTI SALUTE MENTALE E POTERI DEL MERCATO
www.genitoriescuola.it/attivita/a_pirella.doc
di Agostino Pirella - Docente di psichiatria, Università di Torino
"ADHD, LA SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE CON IPERATTIVITA': GLI INTERROGATIVI NON RISOLTI"
Leggi il documento
di Carey William B., Clinical Professor of Pediatrics, University
of Pennsylvania In quaderni acp - 2004; 11(6):236
REGISTRO NAZIONALE DELLA SINDROME DA IPERATTIVITÀ E DEFICIT
DI ATTENZIONE. Protocollo diagnostico, terapeutico e di follow-up
http://progetti.iss.it/binary/farm/cont/Protocollo_ADHD.1104159366.pdf
Istituto Superiore di Sanità Dipartimento del Farmaco/Agenzia Italiana del Farmaco
Disturbo d'attenzione e iperattività DDAI/ADHD
www.oism.info/documenti_oism/comunicati_stampa/2003_02_it.pdf
Comunicato stampa dell'OISM-01.01.2003
PROGETTO PRISMA (progetto salute mentale adolescenti)
www.emedea.it/news/contenuti/prisma_2.pdf Irccs
Eugenio Medea - Bosisio Parini (Lecco) COS'E' IL METILFENIDATO (Ritalin)
www.disinformazione.it/adhd5.htm
da Disinformazione.it
SCALA INSEGNANTI PER INDIVIDUAZIONE DI COMPORTAMENTI DI
DISATTENZIONE E IPERATTIVITÁ NEL BAMBINO
www.aerrepici.org/Testritalin.htm
Modificato da: DMS IV APA 1995 e Scale SDAG Cornoldi, Gardinale, Masi, Pettenò 1996
SITI CHE SI OCCUPANO DELLA QUESTIONE Campagna "Giu Le Mani Dai Bambini"
www.giulemanidaibambini.org/
OISM: Osservatorio Italiano Salute Mentale
www.oism.info/adhd/index.htm
AIFA - Associazione Italiana Famiglie ADHD
www.aifa.it/home.htm
Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del CANCRO
www.aerrepici.org/psico.htm
APPELLI RITIRO IMMEDIATO DEL RITALIN DAL COMMERCIO
www.psichiatriademocratica.com/appretalin.htm
Appello di Psichiatria Democratica e del Coordinamento Genitori Democratici
NO AL RITALIN NEL MERCATO FARMACOLOGICO ITALIANO
www.bloggers.it/nondroghiamoibambini
Appello di Tiziana Biolghini contro la reintroduzione del Ritalin per bambini
FERMIAMO QUELLA DROGA INFAME
www.aerrepici.org/infame.htm
Appello dell'Associazione per la ricerca e la prevenzione del cancro
ARTICOLI SUI MINORI, I DISTURBI MENTALI ED IL DANNO DELLA PSICHIATRIA:
www.cchr.org/forms/search.aspx?keywords=minori+e+disturbi+mentali&indexname=cchrall&display=10
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